Conto Termico 3.0: la prima domanda è “chi sei” (e perché ti salva da rigetti)
  • Home
  • Conto Termico 3.0: la prima domanda è “chi sei” (e perché ti salva da rigetti)
Conto Termico 3.0: la prima domanda è “chi sei” (e perché ti salva da rigetti)

Conto Termico 3.0: la prima domanda è “chi sei” (e perché ti salva da rigetti)

Il Conto Termico 3.0 sembra semplice (“faccio l’intervento e mi rimborsano”), ma la realtà è più concreta: le regole cambiano in base al soggetto e in base all’ambito dell’edificio (residenziale o terziario). Se sbagli la categoria, puoi progettare anche bene e… non prendere nulla.

Il punto di partenza corretto è questo: nel Conto Termico 3.0 esistono due ruoli chiave:

  • Soggetto Ammesso (SA): chi ha la disponibilità dell’edificio/unità immobiliare (proprietà o altro diritto).
  • Soggetto Responsabile (SR): chi sostiene la spesa, presenta la domanda e firma il contratto con il GSE.

1) Chi sono i Soggetti Ammessi (in pratica)

Secondo il GSE, i Soggetti Ammessi sono:

  1. Pubbliche Amministrazioni (PA)
  2. Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS
  3. Soggetti privati (persone fisiche, imprese, reddito agrario e altri soggetti non RUNTS e non PA)

Questa distinzione è fondamentale perché decide:

  • a quali interventi puoi accedere (Titolo II / Titolo III)
  • su quali edifici (terziario o residenziale)
  • quali procedure e documenti devi rispettare.

2) PA: più opzioni, ma non “tutto sempre”

Le PA possono accedere sia al Titolo II che al Titolo III.
In più, in casi specifici possono usare la prenotazione (quando ricorrono i presupposti). (Dettagli nelle Regole Applicative; vedi anche tabella requisiti prenotazione.)

Nota utile (senza promesse facili): esistono casi in cui l’incentivo può arrivare al 100%, ma sono tipizzati (es. edifici scolastici pubblici, strutture sanitarie pubbliche; e alcune casistiche per Comuni sotto 15.000 abitanti).

3) ETS: RUNTS sì, ma poi devi capire se sei “economico” o “non economico”

Qui nascono tanti errori.

  • ETS iscritti al RUNTS: ok, sei dentro.
  • Se non svolgi attività economica: puoi chiedere incentivi per Titolo II e Titolo III.
  • Se svolgi attività economica: puoi chiedere incentivi per Titolo III e per Titolo II solo su edifici terziari.

Quindi la domanda non è solo “sei ETS?”, ma “sei ETS e che tipo?”.

4) Soggetti privati: la regola più importante è l’ambito dell’edificio

Per “soggetti privati” rientrano persone fisiche, imprese, agrari e anche condomìni (come soggetti con propria anagrafica fiscale).

La regola chiave ufficiale è:

  • Edifici in ambito terziario → Titolo II Titolo III
  • Edifici in ambito residenzialesolo Titolo III

Questa singola riga evita il 70% delle aspettative sbagliate su cappotti/infissi in residenziale per soggetti privati.

5) Condominio: non è “una categoria”, è un caso pratico dentro i privati

Il condominio va trattato così:

  • prima identifichi ambito catastale (residenziale vs terziario)
  • poi capisci quali Titoli sono accessibili (spesso residenziale = Titolo III per i privati)

Se non fai questo step, rischi di impostare lavori “da Superbonus” aspettandoti lo stesso schema… e poi scoprire che nel CT3 il perimetro è diverso.

6) CER: utile, ma va comunicata nel modo giusto

Qui la frase corretta è:

“Puoi avvalerti della CER per presentare la pratica, ma l’ammissibilità e i requisiti restano quelli del Soggetto Ammesso e dell’edificio su cui fai l’intervento.”

Il GSE prevede che la richiesta possa essere presentata dal Referente della CER (o delegato) quando il Soggetto Ammesso è membro/socio.

Quindi la CER è spesso una leva organizzativa, non un “cambio identità” del beneficiario.

Mini pre-check (2 domande che devi farti prima di spendere 1€)

  1. Chi è il Soggetto Ammesso? (PA / ETS RUNTS / soggetto privato)
  2. Edificio residenziale o terziario (catasto)?
    Da qui discende già Titolo II / Titolo III, e spesso il “conviene/non conviene”.

Se vuoi, noi di EcoGreen Plus facciamo un pre-check www.ecogreenplus.it/contatti